Dal 1940

Storia

L’Istituto Avventista di Cultura Biblica, recentemente denominato Istituto universitario avventista, nacque come scuola teologica a Firenze nel 1940.

Nel 1926 la Missione Italiana aveva costruito in Via Trieste 23, a Firenze, un edificio per i propri uffici e per quelli della casa editrice. Nel 1928 veniva istituita in questa sede la Missione Unione Italiana, con tre campi di missione: Nord, Centro e Sud.

Già nel 1929 il pastore Gianluigi Lippolis aveva proposto la creazione di una scuola italiana per la formazione dei pastori, che fino ad allora studiavano in Francia al Seminario della Divisione dell’Europa Meridionale di Collonges.  

La conquista italiana dell’Etiopia nel 1936, dove la Chiesa avventista del settimo giorno disponeva di importanti istituzioni e strutture, comportò la necessità per la Conferenza Generale di trasformare l’Italia in una base operativa per lo sviluppo dell’opera nell’Africa orientale e aprì le porte allo sviluppo di un progetto per una scuola di formazione teologica in Italia.

Nel 1938 la Conferenza Generale approvò l’acquisto di un secondo edificio per la Missione in Via San Gallo. Il progetto prevedeva il trasferimento degli uffici dell’Unione italiana, insieme alla casa editrice, in questa nuova struttura, sita nel centro storico di Firenze, e di lasciare la struttura di via Trieste alla futura scuola.

Il 10 luglio 1939 il Comitato Direttivo della Divisione autorizzò l’apertura della scuola, il cui primo anno accademico prese avvio nell’ottobre del 1940 con dodici studenti e la direzione del pastore Giuseppe Cupertino.

Le origini di Villa Aurora non sono documentate.

Il primo dato certo risale al 1416, quando la villa, già appartenuta alla famiglia fiorentina dei Macinghi, fu acquistata dai Ricciardi, da poco giunti a Firenze per avviare quelle attività commerciali che li avrebbero condotti, nei secoli successivi, ad acquisire notevole influenza e potere. Da quell’anno e fino al 1794, Villa Aurora rimase di proprietà dei Ricciardi, trasformandosi progressivamente in una residenza signorile di grande prestigio.

A partire dal 1794, la villa conobbe una serie di repentini passaggi di proprietà: venduta a Guglielmo Libri, nel 1800 risultava già appartenere alla famiglia Leon Vita; passò poi ai Bartolommei e, infine, nel 1875 alla famiglia tedesca Schmitz.

A Carlo Schmitz, appassionato di botanica, si deve con certezza l’ampliamento del parco monumentale che, fu arricchito con numerose piante esotiche; a lui si deve probabilmente anche l’introduzione del nome “Aurora”.

Nel 1901 la proprietà fu suddivisa in due parti: una porzione minore fu acquisita dalla famiglia Mochi, mentre la restante, comprendente la villa principale e circa venti ettari di terreno, passò a Giuliano Caccia. Alla morte di quest’ultimo, la proprietà fu ereditata dalla moglie Margherita Maquay, che il 6 febbraio 1947 la vendette alla Missione Avventista.

L’edificio in via Trieste risultò ben presto inadeguato ad ospitare un collegio e la Conferenza Generale si adoperò per trovare una nuova sede alla scuola. Il 6 febbraio del 1947 l’Unione Italiana acquistò la proprietà di Villa Aurora da Margery Maquay, vedova del conte Giuliano Caccia. In ottobre prese avvio l’anno accademico nella nuova sede con 48 studenti, 7 insegnanti e 8 collaboratori.

Tra il 1958 e il 1997, accanto ai corsi teologici, furono attivati anche corsi di scuola media e liceo.

Nel 1974 si tenne per la prima volta a Villa Aurora il corso estivo per predicatori laici, dal 1981 offerto ogni estate presso l’Istituto.

La collaborazione con Ron Myers, coordinatore di Adventist World Radio Europe, dotò la scuola anche di una stazione radio: Radio “Voce della Speranza” iniziò le sue trasmissioni nel dicembre del 1979.

Grazie all’Intesa tra lo Stato italiano e l’Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (legge 22 novembre 1988, n. 516), l’Istituto universitario avventista ottenne il riconoscimento giuridico come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto. Con la modifica dell’Intesa introdotta dalla legge 8 giugno 2009, n. 67, anche i titoli accademici in Teologia rilasciati dall’Istituto vennero riconosciuti dallo Stato.

La ricerca del riconoscimento per l’Istituto come ente giuridico e per i propri titoli accademici è andata di pari passo con l’evoluzione dei corsi teologici. Se inizialmente gli studenti seguivano solo due anni a Firenze, per poi spostarsi a Collonges per terminare la loro formazione, dal 1990 il corso italiano divenne triennale. Nel 2000 prese avvio il primo corso di Laurea Triennale della Facoltà Avventista di Teologia (FAT).

Nel corso degli anni la villa e i suoi spazi sono stati oggetto di numerosi interventi di restauro, ampliamento e nuova costruzione, come nel caso dell’edificio accademico, realizzato nel 1995, e dell’edificio cosiddetto “polifunzionale” che, dal 2014, ospita la mensa e CasAurora, la struttura ricettiva dell’Istituto.

Tali interventi erano finalizzati alla creazione di un campus adeguato alle nuove attività e iniziative promosse dall’Amministrazione, primo tra tutti il Dipartimento di Lingua, Cultura e Arte Italiana (DiLCAI), che dal 1994 ogni anno ospita studenti da ogni parte del mondo desiderosi di apprendere la cultura e la lingua italiana.

Negli ultimi anni l’Istituto ha ampliato ulteriormente la propria offerta accademica attraverso la fondazione di centri di studio e ricerca, tra cui il CeCSUR (2007), il CeSEM (2019) e il Centro Studi Ellen G. White (2020).

Sono stati inoltre attivati nuovi programmi accademici, tra cui la Laurea Magistrale in Pace, Religione e Multiculturalità (2020) e il Master in Libertà Religiosa (2021).

Parallelamente, sono state sviluppate collaborazioni con numerose istituzioni accademiche e culturali, italiane e internazionali, tra cui la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose, la Babcock University (Nigeria), la Sahmyook University (Corea del Sud), il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno, con il quale è stato recentemente avviato un Master in Mediazione Culturale e Social Management.

Nel 2022 l’Istituto ha ospitato la prima edizione del Villa Aurora Meeting, evento dedicato al dialogo su temi culturali, religiosi e sociali, nel 2026 alla sua quinta edizione.

La nascita dell’Istituto universitario avventista

L’Istituto Avventista di Cultura Biblica, recentemente denominato Istituto universitario avventista, nacque come scuola teologica a Firenze nel 1940.

Nel 1926 la Missione Italiana aveva costruito in Via Trieste 23, a Firenze, un edificio per i propri uffici e per quelli della casa editrice. Nel 1928 veniva istituita in questa sede la Missione Unione Italiana, con tre campi di missione: Nord, Centro e Sud.

Già nel 1929 il pastore Gianluigi Lippolis aveva proposto la creazione di una scuola italiana per la formazione dei pastori, che fino ad allora studiavano in Francia al Seminario della Divisione dell’Europa Meridionale di Collonges.  

La conquista italiana dell’Etiopia nel 1936, dove la Chiesa avventista del settimo giorno disponeva di importanti istituzioni e strutture, comportò la necessità per la Conferenza Generale di trasformare l’Italia in una base operativa per lo sviluppo dell’opera nell’Africa orientale e aprì le porte allo sviluppo di un progetto per una scuola di formazione teologica in Italia.

Nel 1938 la Conferenza Generale approvò l’acquisto di un secondo edificio per la Missione in Via San Gallo. Il progetto prevedeva il trasferimento degli uffici dell’Unione italiana, insieme alla casa editrice, in questa nuova struttura, sita nel centro storico di Firenze, e di lasciare la struttura di via Trieste alla futura scuola.

Il 10 luglio 1939 il Comitato Direttivo della Divisione autorizzò l’apertura della scuola, il cui primo anno accademico prese avvio nell’ottobre del 1940 con dodici studenti e la direzione del pastore Giuseppe Cupertino.

Villa Aurora, una sede ricca di storia

Le origini di Villa Aurora non sono documentate.

Il primo dato certo risale al 1416, quando la villa, già appartenuta alla famiglia fiorentina dei Macinghi, fu acquistata dai Ricciardi, da poco giunti a Firenze per avviare quelle attività commerciali che li avrebbero condotti, nei secoli successivi, ad acquisire notevole influenza e potere. Da quell’anno e fino al 1794, Villa Aurora rimase di proprietà dei Ricciardi, trasformandosi progressivamente in una residenza signorile di grande prestigio.

A partire dal 1794, la villa conobbe una serie di repentini passaggi di proprietà: venduta a Guglielmo Libri, nel 1800 risultava già appartenere alla famiglia Leon Vita; passò poi ai Bartolommei e, infine, nel 1875 alla famiglia tedesca Schmitz.

A Carlo Schmitz, appassionato di botanica, si deve con certezza l’ampliamento del parco monumentale che, fu arricchito con numerose piante esotiche; a lui si deve probabilmente anche l’introduzione del nome “Aurora”.

Nel 1901 la proprietà fu suddivisa in due parti: una porzione minore fu acquisita dalla famiglia Mochi, mentre la restante, comprendente la villa principale e circa venti ettari di terreno, passò a Giuliano Caccia. Alla morte di quest’ultimo, la proprietà fu ereditata dalla moglie Margherita Maquay, che il 6 febbraio 1947 la vendette alla Missione Avventista.

L'Istituto nel secondo dopoguerra

L’edificio in via Trieste risultò ben presto inadeguato ad ospitare un collegio e la Conferenza Generale si adoperò per trovare una nuova sede alla scuola. Il 6 febbraio del 1947 l’Unione Italiana acquistò la proprietà di Villa Aurora da Margery Maquay, vedova del conte Giuliano Caccia. In ottobre prese avvio l’anno accademico nella nuova sede con 48 studenti, 7 insegnanti e 8 collaboratori.

Tra il 1958 e il 1997, accanto ai corsi teologici, furono attivati anche corsi di scuola media e liceo.

Nel 1974 si tenne per la prima volta a Villa Aurora il corso estivo per predicatori laici, dal 1981 offerto ogni estate presso l’Istituto.

La collaborazione con Ron Myers, coordinatore di Adventist World Radio Europe, dotò la scuola anche di una stazione radio: Radio “Voce della Speranza” iniziò le sue trasmissioni nel dicembre del 1979.

Grazie all’Intesa tra lo Stato italiano e l’Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (legge 22 novembre 1988, n. 516), l’Istituto universitario avventista ottenne il riconoscimento giuridico come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto. Con la modifica dell’Intesa introdotta dalla legge 8 giugno 2009, n. 67, anche i titoli accademici in Teologia rilasciati dall’Istituto vennero riconosciuti dallo Stato.

La ricerca del riconoscimento per l’Istituto come ente giuridico e per i propri titoli accademici è andata di pari passo con l’evoluzione dei corsi teologici. Se inizialmente gli studenti seguivano solo due anni a Firenze, per poi spostarsi a Collonges per terminare la loro formazione, dal 1990 il corso italiano divenne triennale. Nel 2000 prese avvio il primo corso di Laurea Triennale della Facoltà Avventista di Teologia (FAT).

L’evoluzione dell’Istituto universitario avventista

Nel corso degli anni la villa e i suoi spazi sono stati oggetto di numerosi interventi di restauro, ampliamento e nuova costruzione, come nel caso dell’edificio accademico, realizzato nel 1995, e dell’edificio cosiddetto “polifunzionale” che, dal 2014, ospita la mensa e CasAurora, la struttura ricettiva dell’Istituto.

Tali interventi erano finalizzati alla creazione di un campus adeguato alle nuove attività e iniziative promosse dall’Amministrazione, primo tra tutti il Dipartimento di Lingua, Cultura e Arte Italiana (DiLCAI), che dal 1994 ogni anno ospita studenti da ogni parte del mondo desiderosi di apprendere la cultura e la lingua italiana.

Negli ultimi anni l’Istituto ha ampliato ulteriormente la propria offerta accademica attraverso la fondazione di centri di studio e ricerca, tra cui il CeCSUR (2007), il CeSEM (2019) e il Centro Studi Ellen G. White (2020).

Sono stati inoltre attivati nuovi programmi accademici, tra cui la Laurea Magistrale in Pace, Religione e Multiculturalità (2020) e il Master in Libertà Religiosa (2021).

Parallelamente, sono state sviluppate collaborazioni con numerose istituzioni accademiche e culturali, italiane e internazionali, tra cui la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose, la Babcock University (Nigeria), la Sahmyook University (Corea del Sud), il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno, con il quale è stato recentemente avviato un Master in Mediazione Culturale e Social Management.

Nel 2022 l’Istituto ha ospitato la prima edizione del Villa Aurora Meeting, evento dedicato al dialogo su temi culturali, religiosi e sociali, nel 2026 alla sua quinta edizione.